(Stefano) Un cielo carico di pioggia si stende sopra di noi. Non faccciamo a tempo a salire in moto che si scatena un diluvio. Aspettiamo qualche ora e finalmente arriviamo al confine. Sempre più lontani!
Dopo aver effettuato tutti i timbri ed i controlli in dogana in pochi minuti, scattiamo un paio di foto all’entrata in Malesia e pochi km dopo la pioggia si ripropone nuovamente. Questa volta molto più forte.

Siamo intenzionati a raggiungere Georgetown sull’isola di Penang e proseguiamo con la speranza che la pioggia diminuisca col passare dei km. Ovviamente questo non accade, e la pioggia si trasforma in un vero e proprio temporale. Mancano 100 km e ormai l’acqua ci entra da tutte le parti, fino alle mutande e non vediamo l’ora di arrivare per poterci cambiare. Guidiamo prudentemente, la strada è una pozzanghera unica, e con tutti i mezzi pesanti che ci sfecciano a fianco incuranti della nostra minuscola presenza per sorpassarci, non è semplice. Pochissime volte nell’arco di questi 8 mesi abbiamo guidato in situazioni come questa proprio per evitare pericoli, ma a volte risulta necessario. Piano piano avanziamo e finalmente a circa 20 km dalla città ci carichiamo di entusiasmo per la giornata quasi giunta al termine…esatto, quasi. Non potevamo arrivare semplicemente come tutti. Ci ritroviamo in una situazione totalmente comica e stupida allo stesso tempo.
Casello stradale…niente soldi locali….coda in costante crescita dietro di noi.
Queste le immagini che più rendono l’idea.
Non avevamo cambiato i soldi siccome avevamo abbastanza benzina per tutta la giornata e non avevamo pensato che per attraversare il gigantesco ponte che collega la terra ferma fino all’isola lungo 14 km bisognasse pagare, dato che lungo tutta la strada percorsa le moto e motorini passavano gratis.
La ragazza nel gabbiotto non parla inglese, piove e a gesti mi fa capire che non sono accettate nemeno le carte per il pagamento.
Non abbiamo soldi e la imploro di farci passare, e di chiudere un’occhio su un biglietto che per entrembe costa meno di 50 centesimi di euro. Lei non demorde e chiude la finestrella per ripararsi dall’acqua, mentre noi completamente zuppi ci guardiamo e ci chiediamo come fare. La fila dietro di noi aumenta e non abbiamo ne il modo ne la possibilità di tornare indietro o aggirare il casello da altre strade, magari per trovare un bancomat.
Come due pulcini sotto l’acqua cerchiamo una soluzione che ci possa togliere da questa figuraccia, quando dal nulla un tizio col mtorino ed un pacco enorme dietro di lui si accosta a Miss e dopo avergli capito il problema, spegne il motore, scende, viene da me, mi saluta e con un sorriso enorme mi dice:”NO PROBLEM!!!”.
Richiamo la ragazza, ci paga il biglietto e passiamo.
Il nostro benefattore è un signore sulla cinquantina, allegro e con tanta vitalità. Non solo non pretende i soldi indietro, ma ci ringrazia per essere in visita nel suo paese. Dopo due parole ci invita a casa sua, ma non siamo nelle condizioni migliori e senza essere maleducati gli diciamo di no. Lui ci sorride, capisce e ci lascia andare, dopo averci scortato e fatto strada lungo tutto l’attraversamento del ponte indicandoci la strada per il centro e salutandoci come se fossimo stati amici da sempre al momento di dividersi.
Come sempre ci è capitato, qualcuno è venuto in nostro soccorso in modo molto naturale ed ogni volta capiamo cosa dovremmo realmente imparare nella vita. Pochi e semplici gesti!
Finalmente, dopo la ricerca del posto per dormire, la nostra giornata si conclude. Trascorriamo qualche giorno a Gergetown in compagnia di un simpaticisssimo e vivacissimo signore di nome Achille.

Settantenne di corpo ma con un’energia inesauribile di un ragazzino Achille dopo aver raggiunto la pensione ha iniziato a girare il Mondo da solo col suo zaino in spalla e la sua voglia di scoprire. Il tempo non è dei mogliori, riusciamo a fare poco sull’isola. Decidiamo di muoverci e di raggiungere Kuala Lumpur ed un caro amico che come noi in viaggio dall’Italia con la sua moto è diretto in Australia, Massimiliano. Ci eravamo sfiorati in India qualche mese prima ma per diversi motivi non siamo riusciti ad incontrarci. Ora si trova nella capitale Malese, preso dai preparativi per la spedizione.
Anche in questa tappa non riusciamo a restare asciutti.
Come nel film “Forrest Gump”, anche noi abbiamo preso pioggia di tutte le forme possibili. Passiamo mezzo pomeriggio al riparo, se così si può dire, sotto un ponte, ritrovandoci in compagnia di tutti quei disgaziati che come noi guidano una moto o un motorino e si sono fermati per ripararsi dal temporale. La pioggia non fa che aumentare ed in poco tempo copre il manto stradale con centimetri numerosi di acqua. Anche se al riparo il vento ed i mezzi pesanti che passano ci bagnano senza pietà…vere e proprie ondate di acqua ci annaffiano per bene. Il tempo passa e la pioggia non diminuisce. Non vogliamo dormire sotto l’aqua e sull’autostrada. Altra soluzione non c’è. Ripartiamo e ci mettiamo alla guida. Arriviamo a Kuala Lumpur oltre la mezzanotte, e l’unico posto che troviamo per dormire ci costa caro! La mattina seguente troviamo una guest house pulita, col parcheggio ed un buon prezzo. Nei giorni successivi visitiamo la città, che non troviamo molto interessante, incontriamo il nostro amico Massimiliano e speriamo in qualche giorno di sole, dato che la stagione delle piogge a quanto pare sembra essersi prolungata fino a marzo, più del solito quest’anno.


Nonostante tutto la pioggia ci permette di riflettere e ragionare sul da farsi. Prendiamo importanti decisioni in questi giorni.
Dopo aver scartato l’idea di attraversare l’indonesia in moto, dato i costi e l’insufficienza di soldi che ce lo permettano, di spostarci in altre parti della Malesia dato il cattivo tempo e preferire l’Australia come luogo dove risanare le finanze, non aspettiamo altro tempo e tutti insieme organizziamo biglietti e spedizione aerea per la terra dei canguri.

Passiamo una settimana a organizzare il tutto, ma più di ogni altra cosa due giorni per la pulizia alle moto per la terribile ispezione australiana di cui abbiamo tanto sentito parlare. Abbiamo letteralmente smontato le moto come mai abbiamo fatto prima pulendo ogni singlo dado o filo presente.

Pronti all’imballaggio andiamo al cargo e con tanta pazienza prepariamo le moto, già tanti rotoli di pellicola ed una piastra di alluminio come base ci mettono in agitazione su come potranno arrivare indenne. Ma non ci perdiamo d’animo, siamo allegri ed eccitati.
Ci aspetta un grande salto….
Guarda i video:
Kawasaki KLE 500 world tour/ Malesia
Viaggio in moto nel Mondo
Viaggio in Malesia: Percorrendo in due world tour










































