2016/17- Australia & Tasmania, Diario, Stefano

Karijini Nationa Park, inizia il gioco duro

Karijini National Park; lasciato Exmauth, percorso oltre 700 km in direzione est entrando “in land” e lasciato dietro le spalle una certa “confort zone” legata alla presenza dell’oceano Indiano che ha accompagnato i nostri primi anni in Australia.

Siamo sempre nella fascia nord-ovest del Western Australia. Non ci rendiamo conto di quanto questo paese-continente sia grande realmente. Abbiamo una mappa cartacea della dimensione di un formato A4 e da quando abbiamo lasciato Perth, oltre un mese fa, capiamo che non abbiamo ancora percorso molto in realtà; non stiamo certo correndo e non ne abbiamo nessuna intenzione.

È davvero strano pensare che per raggiungere questo parco nazionale di fama mondiale avremmo potuto scegliere solamente una secondaria strada asfaltata molto interna, tutti i tracks e i percorsi tratteggiati alternativi sulla nostra mappa sarebbero stati puro fuoristrada e molto impegnativi.

Ci troviamo poco sopra il Tropico del Capricorno , nella regione del Pilbarra. Fa davvero caldo e sicuramente non migliorerà fino a quando non raggiungeremo la costa est del paese. Il clima tropico semi-arido non ci rende la vita facile con i bambini. Già, Olivia di soli cinque mesi  è il pensiero più costante, l’idratazione per un bambino così piccolo è un fattore che non possiamo sottovalutare. Laskan ormai un piccolo guerriero è capace di esprimersi, quindi più facile intuire i suoi bisogni.

Bisogna ricordare che siamo partiti da Perth in pieno inverno, luglio. In Australia le stagionalità sono rovesciate rispetto all’emisfero nord e dell’Europa per fare un esempio. L’estate che si svolge nei mesi invernali italiani porta tornadi e cicloni, con forti piogge e temperature che arrivano passano i 50 gradi portando l’umidità anche al 90%.

11 settembre 2017, tour dell’Australia con i nostri figli.

Siamo elettrizzati. Arriviamo a Dales Gorge nell’area più grande del parco predisposta per accamparsi. I fuochi notturni in questa stagione sono vietati, specialmente nei parchi nazionali e Laskan non sembra contento della cosa.

Non perdiamo tempo in chiacchere, sappiamo che ci sarà molto da camminare, il passeggino sarebbe inutile per via della sabbia rossa e del terreno. Mi carico due zaini che serviranno per portare i bambini quando saranno stanchi e partiamo alla scoperta.

Bastano pochi passi e lo spettacolo del luogo non ci lascia il tempo di respirare. Davanti a noi si apre una gola immensa scavata nella pietra rossa millenaria. Discendiamo una scala per raggiungerne il fondo, qualche centinaia di gradini e siamo inghiottiti. Una luce rossastra data dal riflesso del sole contro le pareti ci incanta. Siamo sbalorditi, camminare a testa alta non è mai stato così piacevole.

Ci addentriamo sempre di più, un feeling strano, remoto, isolato e mistico allo stesso tempo. Migliaia di anni fa, i reali abitanti e padroni dell’Australia vivevano qua, i segni sono espressi ed impressi in molti punti. Qua giù si cercava riparo dal torrido caldo, la stagione delle piogge portava acqua in abbondanza e trasformava lo scenario arido e pietroso delle stagioni secche in canali e gole sgorganti di acqua piovana, piscine naturali, da colore verde intenso che rifletteva il rossastro delle pareti levigate dei canyon.

Ci concediamo un tuffo dietro l’altro, camminiamo per ore e ci perdiamo nel silenzio di questo posto magico. Laskan è eccitato come non mai, invogliato dalle storie di mamma e papà, non perde il ritmo e si arrampica ovunque come una piccola scimmia.

Ovviamente non siamo gli unici presenti, forse una dozzina di persone in tutto sparse in diversi punti di questo preciso sito del parco, in pratica non incontriamo nessuno per ore. Possiamo così goderci davvero fino in fondo una splendida giornata all’insegna dell’avventura familiare.

Le foto si sprecano, talmente siamo suggestionati. Non riusciamo a catturare al meglio ciò che vediamo con i nostri occhi; colori saturati, vivi, brillanti che regalano una visione talmente unica che non si mostra come dovrebbe all’obiettivo della macchina fotografica.

La mia risalita del fondo del canyon si intensifica, la stanchezza sopraggiunge nelle gambette di Laskan, sfinito da un’intera giornata di cammino ed esplorazione. Olivia certo non cammina ed è stata presente tutto il giorno sulle mie spalle nel suo trasportino, ora lascia il posto a Laskan per spostarsi sul davanti e mi ritrovo carico come un militare delle forze speciali sotto duro allenamento.

Tornati all’area adibita al campeggio, ci prepariamo per la serata. Non ci sono docce o altri servizi di alcun genere, se non due gabinetti vecchio stile, fossa biologica e molte prese d’aria.

Siamo attrezzati di tanica da 80 lt di acqua per usi secondari, calda al punto giusto dopo essersi scaldata sul tetto per l’intera giornata. I bambini sono stati bravissimi, ci siamo divertiti e ora si rilassano al calar del sole, mentre cucino la cena, sopra l’hamaca assieme ad Annamaria.

Il cielo esplode proponendo un tramonto colorato di tonalità che variano dal rosso al viola, siamo quasi pronti per mettere a letto i bambini e sperare di riuscire a dormire senza svegliarci troppe volte per via di Olivia.

Avvistiamo le prime stelle, la luna emette l’unica luce in questo paradiso. Siamo in viaggio e domani mille nuove avventure ci aspettano.

 

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In questo momento ci troviamo a Perth, Western Australia, AU Perth, Australia