NOI

PARTITI COME COPPIA NEL 2011, ORA PERCORRIAMO CON I NOSTRI FIGLI

Abbiamo cominciato a credere nella bellezza dei nostri sogni anni fa quando tutto cambiò dopo il nostro incontro nel 2008. Qualcosa d’inspiegabile ci accomuna. Decidiamo di seguire i nostri cuori pur ragionando con la testa.
Servivano soldi e dimestichezza con la lingua inglese.
Tutto prende forma nei 15 mesi trascorsi in terra britannica, avevamo iniziato qualcosa che non potevamo ben spiegare.

Realizzare un sogno comune che arde dentro di noi, il Viaggio.

Un anno in giro per il mondo senza sosta, totalmente distaccati da qualsiasi radice… per perderci, allontanarci e provando a vivere l’idea di un’esperienza diversa da quella di tutti i giorni.

Pura libertà.

Come?

In sella alle nostre moto, passione che batte nei cuori di entrambe, un modo per viaggiare insieme e allo stesso tempo poterci isolare, godendo in silenzio momenti che solamente un Viaggio senza limiti può regalarti

Abbandoniamo due carriere avviate e sereni decidiamo di percorrere insieme un nuovo pensiero.

Fino al 27 giugno 2011 quando finalmente partiamo per il nostro grande viaggio. Poco più che ventenni lasciamo l’Italia in sella a 2 Kawasaki KLE vecchie di dieci anni e comprate 2 mesi prima della partenza. 

Scarsa conoscenza meccanica, un budget limitato, nessun sistema di navigazione se non mappe cartacee, niente telefono, due mutande a testa , un paio di scarpe coi tacchi, Annamaria con meno di 500 km d’esperienza sulle due ruote e Stefano con un polso rotto.

6 mesi e Nuova Delhi come ambita destinazione.

Era previsto un ritorno ma qualcosa cambia e decidiamo di proseguire improvvisando.

Nonostante gli innumerevoli stop della polizia tra dogane e posti di blocco, le giornate passate dietro a documenti scritti in lingue incomprensibili, attraverso città sovrappopolate come Istanbul, Teheran o il centro di Varanasi dove guidare richiedeva massima concentrazione ed equilibrio, alle pacifiche e scenografiche colline dello Sri Lanka tra templi e piantagioni di tè o tra la fitta vegetazione delle foreste del nord della Tailandia.

Dal torrido e asfissiante caldo dei 50°C all’ombra dell’Iran, al freddo pungente del Nepal in pieno gennaio, dove solo i fuochi accesi al calar del sole sono riusciti a farci superare il costante freddo.

Tradizioni e festività, costumi e usanze. Bizzarre e incantevoli stravaganze inimmaginabili vissute per pura coincidenza al nostro passaggio, per questo, maggiormente apprezzate.

Quanti i cambi di direzione e i km percorsi inutilmente, ma mai odiati per aver sbagliato strade a volte impraticabili altre senza via d’uscita. Tutto dettato da una scelta di guida senza supporto GPS che ha lasciato spazio alle vecchie cartine, appunti dei locali o cartelli stradali non sempre aggiornati. 

L’incontro con altri viaggiatori, con cui abbiamo potuto condividere cibo, storie e aneddoti che mai scorderemo e che sempre abbracceremo in futuro, legati da un’amicizia unica e inspiegabile.

Innumerevoli le notti passate in tenda sotto cieli stellati mozzafiato, senza contare la bellezza di albe e tramonti.

La sorprendente ospitalità della gente, quando offrendoci cibo e alloggio, voleva semplicemente esprimere la gioia nel poter sapere qualcosa in più di due estranei e del loro trovarsi lì in quel momento, senza secondi fini.

Dopo aver vissuto l’esperienza de “la prima volta”, decine di volte sulla nostra pelle.

Dopo esserci fermati a lavorare in India e aver realizzato la reale diversità economica e sociale di paesi meno all’avanguardia rispetto al nostro, risparmiando abbastanza moneta locale che ci ha permesso di percorrere da Kanyakumari, estremo sud, dove tre mari si abbracciano in un solo punto, a Mahendranagar confine nord-ovest tra India e Nepal.

Dopo aver superato la pioggia costante dei monsoni e aver viaggiato per settimane totalmente bagnati fino alle mutande, senza cambi asciutti per giorni, riscoprendo il piacere di una doccia calda o semplicemente della carta igienica.

Dopo aver acquisito una seconda famiglia adottiva data dal nostro matrimonio a Kathmandu.

Qualche virus intestinale con degenza in ospedali degni di un film horror, poche cadute, un incidente fatale schivato dalla prontezza dei riflessi e magicamente nessuna foratura.

Raggiungiamo l’Australia a 1 anno esatto dalla nostra partenza.

Abbiamo iniziato una nuova vita pur sapendo che non ci saremmo fermati.

Abbiamo deciso di creare una famiglia, Laskan arrivato nel novembre del 2013 e Olivia a febbraio 2016, ai quali vorremmo trasmettere tutto ciò che abbiamo imparato dal giorno in cui le nostre strade si sono incontrate.

Tanti i sacrifici, senza contare le rinunce che solo la costruzione di una famiglia può darti. Non è stato semplice gestire figli, ottenere visti e passare tutti gli esami australiani per avere il diritto di lavorare e vivere in regola, ma ci siamo impegnati, sempre fedeli al nostro sogno, sempre costanti nella strada scelta.

Il 7 agosto 2016 lasciamo di nuovo tutto all’insegna di una ennesima grande avventura con Laskan, poco più di due anni e Olivia di soli 3 mesi, in una nuova tappa, attorno Australia e Tasmania, 9 mesi a bordo di un Toyota LandCruiser “Troopcarrier” chiamato Digger.

A oggi siamo ancora in viaggio.

Durante il nostro percorso abbiamo attraversato 3 continenti, varcato 24 paesi, guidato oltre 80000 km, abbiamo vissuto in India e Australia dove siamo diventati 2 volte genitori e abbiamo acquisito una nuova cittadinanza ed appreso una seconda lingua.

Partiti da coppia ora stiamo percorrendo in 4.

Se tutto andrà come dai nostri piani, per fine 2018 il nostro proseguo del giro del mondo ripartirà dal Sud America. Dettagli ancora in fase di progettazione…

..ma vi terremo al corrente. Il futuro ha sempre sorprese da regalarti, a noi il compito di saperle scartare.

Abbiamo imparato che i sogni vanno condivisi. Vorremmo contribuire a far conoscere la nostra storia in qualsiasi modo sperando di ispirare altri a prendere l’iniziativa di realizzare i loro.

PERCORRENDOinDUE+2 è attualmente l’unica famiglia Italiana in viaggio da più tempo e condividiamo le nostre avventure attraverso i nostri canali mediatici.

Perché l’unico limite è la nostra immaginazione, se una cosa la puoi sognare, la puoi anche vivere. Stefano Pingue & Annamaria Renis

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In questo momento ci troviamo a Perth, Western Australia, AU Perth, Australia